I giovedì di Turro
Soffiarono gli dei la solitudine
fuori dal mare: vennero le sabbie
lunghe distese, crebbero le spiagge -
così gli inverni ebbero vertigine.
Se passi dove il mare si allontana,
l’alfa e l’omega ti vorrei lasciare;
vorrei che ti potessero bastare
inizio e fine di persona strana,
e che in mezzo ci fosse ciò che resta,
che si mettesse amore nello sguardo
senza temere troppo dell’azzardo
di portare la vita nella festa.
Vorrei che si potessero fermare
gli occhi su me di chi mi vede belle
quelle tante formicole di stelle
che mi ha stampato dentro gli occhi il mare.
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Purgatoriale
Il ricordo, il bisogno, la ricerca, la presenza della madre. Tutto come da un sogno ma reale nel desiderio di riannodare un cordone ombelicale tagliato dall’assenza fisica.
Semplicemente lascia senza fiato e senza parole, grazie Maria Pia
Tiziano Fratus
Due poesie inedite ma di prossima pubblicazione, di Tiziano Fratus, tema l’Iraq. Ma non solo la guerra, il perchè di chi parte, di chi indossa una divisa perchè ha scadenze finaizarie che incalzano e altri mille motivi e dietro il soldato l’uomo così come dietro la vittima c’è solo un uomo.
Scene dal raccordo
Stare in fila, sarebbe meglio dire in coda sul raccordo e riflettere, avvicinarsi e vedere, trovare fonte di ispirazione per una poesia in un incidente stradale e lughe ore di attesa. Non credete sia possibile? per un autore tutto è fonte di ispirazione e Cletus ne trae la forza piena.
Annunciazione
di Fabrizio Centofanti
dalla finestra la testa dell’angelo
di cartapesta
si affaccia dall’ottagono
l’uccello immobile si china nella tenebra
dell’ultima chiamata possibile indicibile
muto la guarda
si convertono
solo spazialmente su piani paralleli
il pavimento obliquo ci avvicina
a un natale giallo ocra inverosimile
come pianeti opposti attraversati
da un udibile silenzio
un arrendersi al sensibile
la gonna cade fra trapunta e tenda
eskenosen
lui scrisse ma non era prevedibile
si volse intorno le mani sulle gambe
dalla finestra un angelo s’arrese
chinò la testa
e scese
Alfabeti, M come mare
Una selezione di poesie sul mare a cura di Giorgio Morale a me è piaciuta questa su tutte.
da Ode marittima
… Tutta la vita marittima! tutto nella vita marittima!
Si insinua nel mio sangue questa seduzione sottile
e io fantastico indeterminatamente di vaghi viaggi.
Ah, le linee delle coste lontane, appiattite dall’orizzonte!
Ah, i promontori, le isole, gli arenili delle spiagge!
Le solitudini marittime, come certi momenti nel Pacifico,
nelle quali, non so per quale mai suggestione appresa a scuola,
si sente pesare sui nervi il fatto che quello è il più grande degli oceani,
e il mondo e il sapore delle cose diventano un deserto dentro di noi!
L’estensione più umana, più screziata, dell’Atlantico!
L’Indiano, il più misterioso di tutti gli oceani!
Il dolce e classico Mediterraneo privo di misteri, fatto apposta
per sciabordare contro terrazze guardate da statue bianche in giardini contigui!
Tutti i mari, tutti gli stretti, tutte le baie, tutti i golfi,
vorrei stringerli al petto, sentirli bene e morire!…
Mi chiamano le acque,
mi chiamano i mari,
mi chiamano, levando una voce corporea, le lontananze:
sono tutte le epoche marittime sentite nel passato, che chiamano…
Ah, e i viaggi, i viaggi di piacere, e gli altri viaggi,
i viaggi per mare, dove tutti siamo compagni degli altri
in modo speciale, come se un mistero marittimo
ci avvicinasse le anime e ci facesse per un attimo
patrioti transitori di una stessa patria incerta
che si sposta eternamente sull’immensità delle acque!
Grandi alberghi dell’Infinito, oh miei transatlantici!,
con il cosmopolitismo perfetto e totale di non fermarsi mai in un punto
e di contenere tutte le specie di costumi, di volti, di razze!…
(Fernando Pessoa)
La grande illusion
Si discute molto di scuola in questi giorni. Stefanie Golisch ce ne parla partendo da una riflessione sull’insegnamento delle lingue straniere e la domanda si fa inquietante: ma dobbiamo insegnare solo ciò che “serve” o possiamo ancora credere che la scuola sia veicolo di sapere e incontro di culture?
Adesso viene la notte
Una recensione, quella di Giovanni Choukadarian al libro di Ferruccio Parazzoli, che fa venire voglia di leggere il libro!
Consulenza linguistica
Vale sempre la pena leggere gli articoli di Fausto Raso che ci illumina sui misteri della lingua italiana. Oggi ci parla di Dalfonismo
L’adultera
Dall’episodio evangelico Giuseppe Conte ha tratto un romanzo. Marino Magliani ce ne parla con la profondità di sguardo che lo contraddistingue