Luigia Sorrentino intervista Biancamaria Frabotta
In “Elogio del fuoco”, che si trova nella parte finale della seconda parte del libro, lei fa un’auto-descrizione fisica ed uditiva di una delle più grandi poetesse del Secondo Novecento, Amelia Rosselli. Lei tiene, peraltro, un corso monografico all’Università “La Sapienza” di Roma proprio su Amelia Rosselli che – tutti sanno – frequentava e amava moltissimo i giovani. Quale è stato il rapporto tra lei e Amelia Rosselli, e che eredità le ha lasciato?
Il “pezzo” di cui lei parla a dir la verità è un elogio funebre. Lo lessi a Roma, davanti al feretro di Amelia nella Casa della Cultura il 16 febbraio 1996. E a stento, facendo fatica a trattenere le lacrime. Amelia morta, Amelia suicida era un pensiero insostenibile. La sua poesia oggi diventa presto popolare fra i giovani, soprattutto donne, che la incontrano nei miei corsi di poesia. Si dice che il pubblico giovanile resti lontano dalla poesia dei Grandi e preferisca occuparsi solo di sé stesso in un’autoreferenzialità cocciuta ed esaltata. E forse è vero. Ma con un poeta intrattabile (parlo delle sue poesie, non di un carattere che può oggi apparire soltanto la mitica proiezione di un tempo stellarmente lontano dal nostro) come Amelia Rosselli, è diverso.
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Il resto a voce
“Il resto a voce” è il titolo di una raccolta di poesie di Colomba Di Pasquale. Ci parla dell’autrice e del libro Sebastiano Adernò che dallo stesso ha tratto questa poesia:
Giorno feriale
In un giorno feriale
consumo indolente
un caffè sfi zioso
direi vertiginoso!
In auto costeggio il mare,
breve cortometraggio,
io dalla ocra terra,
tu dallo smeraldo acqueo
e schiuma
e fl utti
e schizzi perfetti
sulla mia arborea pelle
e sulla immacolata tela.
Le immagini della poesia
Un saggio: Le immagini della poesia. Due autori Bartolo Cattafi e Mario Benedetti, due modi diversi di essere poeti e scrittori. Ce ne parla Giuseppe Panella
Senza luce
«Fabbricare i gusti del pubblico è una faccenda pericolosa: distorce la visione delle cose, capovolge le cause con gli effetti, crea ogni sorta di alibi. E chi lo fa spesso vive soltanto in funzione degli alibi che riesce a raccattare, con la stessa disinvoltura con la quale raccoglierebbe i punti spesa dei supermercati, getterebbe il pacchetto di sigarette vuoto alla fermata dell’autobus […]. Fabbricare i gusti del pubblico è la negazione dell’arte, della stessa cultura: è tirannia mascherata dalle pretese del mercato, qualcosa di così assolutamente ostile da chiudere ogni via di redenzione».
Ho letto tutto di Luigi Bernardi che, per me, non è precisamente un estraneo, ma una persona dalla quale ho avuto la fortuna di imparare molto. È vero: Luigi e io siamo amici. E questa, dunque, sarà una recensione difficile ma sincera.
Il libro che mi ha cambiato l’estate l’ho letto in inverno
Il libro che mi ha cambiato l’estate l’ho letto in inverno. E’ la storia di Oskar. Della sua intraprendenza e del suo coraggio. Di una madre che lascia fare perché sa che anche quello è crescere. S’intitola “Molto forte incredibilmente vicino”. Lo ha scritto Jonathan Safran Foer. E’ un libro sull’America. Sui gradi di separazione che sono sempre pochi. Sull’importanza del nome, dell’identità, degli amici. Sul culto del segreto. Sul fascino dell’anziano. Sul desiderio di comunicare oltre la presenza di sé. Ovviamente sull’11 settembre. Sul rapporto tra un padre e un figlio. Anzi, tra un figlio e un padre. E’ l’indissolubile racconto di un legame discorsivo anche se non ci sono parole. E’ un libro sulla ricerca della serenità. Sa trovare frasi esatte. Per esempio, per dire che qualcosa oggi non va, si può dire che “oggi ho le scarpe pesanti”. L’ho letto in inverno, ma mi ha cambiato l’estate perché mi ha aiutato a incontrare Rocco, il 7 giugno 2008. A un passo dall’estate.
di Daniele Bellasio
Pubblicato su Il Foglio l’8 agosto 2008
Potenza dell’anima
Elémire Zolla se n’è andato il 29 di maggio ed è uscito da qualche giorno la riedizione curata da Grazia Marchianò di Potenze dell’anima , un altro dei suoi libri-chiave (1968), esce per i tipi della BUR Rizzoli.
Si tratta a mio parere di un grande libro.
Hitler

Recensione di Valter Binaghi
Pubblicata in forma ridotta sul Corriere Nazionale del 24-2-2008
Da un po’ ci si rende conto che il romanzo italiano è un oggetto mutante, e soprattutto che le categorie di genere che la critica tradizionale ha a disposizione sono consunte.