Alex
… Avevo avuto altre storie con altri personaggi, Rigoberto, Oreste, Giada, Rosario, e una Monica dalla faccia lunare e il corpo da anoressica aperto a pietà, ma con te mi illudevo fosse una cosa speciale. Avevo provato prima con un racconto breve, una mezza dozzina di cartelle, una storia di giovani che trascinavano nell’infinito perimetro urbano la loro disperazione rabbiosa di animali votati al Male, e ci eri entrato alla grande, ti eri trovato subito a tuo agio con quel gergo che pareva fosse tuo da sempre e gli assurdi capelli a spazzola, tinti di biondo e di rosso come una parrucca, che avevo scovato per te nella bottega da rigattiere del mio cuore assieme all’orecchino infilato non senza dolore nel capezzolo del tuo petto. Così mi incoraggiasti a strapparti da un destino di gregario, a costruire attorno a te un sogno insensato e puro, a mormorarti l’abc dell’eroe tenebroso prima di consegnare ogni pagina all’avidità luminosa della tua bocca, modellarla sul riflesso d’alabastro dei tuoi occhi, renderla alla verità dei tuoi fremiti e al lampo ferino dei tuoi denti, raccoglierla nello spazio astrale delle tue unghie bugiarde, offrirla all’indulto dei tuoi polpacci dove schiumava un sangue insaziabile e denso, dissiparla nella foga dei tuoi fianchi vigorosi e ricomporla con audacia nell’ordito passionale delle tue dita sottili da ladro. ….
Roberto Bugliani