Zona Araba

Marzo 15, 2009 at 5:11 pm (poesia)

Dolci, biondi, leggeri
i fumi del vino d’Algeria,
voi vedete che rosa nel tramonto
i lumi già sospesi nella sera;
non vengono le tristi
tribù, aspre, adunche, assetate,
a fare polvere e fuoco sulla scena.
Col calore di oggi, di domani
presto maturano figli, frutti, larve
di mosche all’ombra
di cose calcinate,
sciame inquieto in quartieri
d’indigeni, d’insetti.
Ignoriamo il funesto
sentiero che ci assedia
pieno di piedi scalzi, di bisbigli;
non vediamo i vermigli
pensieri sulla fronte del cane,
l’altalena paziente
nel petto della iena.

(Da: Partenza da Greenwich – 1955)

Bartolo Cattafi

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Ottobrina

Marzo 15, 2009 at 5:08 pm (poesia)

Corta voglia del gatto è tramutare
d’eccellenza, per il patto
dell’innesto calcareo.
Infoiato annusa nel quadrato
foglie secche, non sospetta
replica di sorgenti, col vino
dentro il fresco del carrubo.
Prossimo di calvario, svia
dal contorno delle case,
ripristina lo sgorgo
del resecato torto,
degli averi.

Enrico De Lea

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L’aquila

Marzo 5, 2009 at 2:18 pm (prosA)

L’aquila un animale fiero, libero nell’aria, con una vista eccezionale. emblema di popoli, vestigia dell’impero più grande del mondo. Chi non ha mai desiderato volare così in alto,  librarsi in vuoti giri e andare in picchiata sulla preda. Ma non è questa l’aquila del racconto di Alberto Pezzini bensì il sogno e la realtà di un bambino.

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Laika

Marzo 5, 2009 at 2:13 pm (prosA)

Vi ricordate quella cagnetta dal muso così dolce e triste che fu lanciata nello spazio divenendo un emblema e un’eroina? Ci racconta la sua storia Vittorio Zucconi e ci aiuta a cmprendere perchè quegli occhi a molti di noi son rimasti dentro e non solo per il gesto eroico.

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Puntini neri

Marzo 1, 2009 at 12:51 pm (prosA) ()

Da qualche anno sono fissato con la pulizia. Vivo in una casa molto piccola, bianca e con una sola finestra che dà sulla strada. Ci sono una sedia, un divano, un letto, una cucina microscopica, un telefono che non uso mai, perché non ho nessuno da chiamare e nessuno mi chiama.
Ho una televisione che sta sempre accesa, ma l’audio è rotto e immagino dialoghi che non esistono.

Emanuele Kraushaar

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Varsavia

Marzo 1, 2009 at 12:50 pm (prosA) ()

Varsavia vecchia e nuova
di Francesco Gori

Warszawa in polacco. Warsaw nella versione internazionale, Varsavia per il turista italiano. Entrare a Varsavia è calarsi nel “Regno delle metropoli”. Da subito, nelle sue larghe arterie, nei suoi viali spaziosi, nell’orgia di macchine, appare come una nostra Milano o magari Torino. Si respira un’atmosfera industriale, di città moderna che produce, di migliaia di anime che corrono e lavorano e faticano in un clima rigido, stampato negli zigomi di ciascuna. Capitale che si presenta difficile da interpretare e capire. La prima impressione non è entusiasmante ma, come tutte le metropoli, la sua scoperta richiede tempo ed energia.

continua …

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