Un augurio diverso
Seppellire il banale, ricordarsi di avere un cuore e amare tralasciando le frasi fatte, i riti, gli atti dovuti, l’ipocrisia, le circostanze per arrivare alla sostanza, la consistenza, il nucleo dell’umano. allora sì, Fabrizio, buon Banale, orami trascorso, a te.
Permalink Commenti disabilitati
La macchina responsabile
Della selezione di poesie, contenute nella raccolta “La macchina responsabile” di Maria Grazia Calandrone, a cura di Giovanni Nuscis ho scelto questa, pensando ai bambini di tutto il mondo.
Specialmente i bambini
Spesso i sopravvissuti si lasciavano morire
perché volevano tornare
a casa e Casa è dove tra i lampioni gironzola un profumo
di caffetteria, zagare e gesso di lavagna
e non volevano vedere il vento
chiudere sopra i fratelli la sua bocca fervente.
Che cosa è mai la mia solitudine rispetto a quella di lei che
veniva
trascinata per le mani dentro il rigore della legge e lo sterno
le batteva sul marcio della terra
e l’area sacrale, la camicia con i segni geometrici dell’amore,
il ronzìo
elettrico di finestrini e il crocicchio orografico del volto
che insiste nell’area inferiore
della nostra memoria
perché lei era timo – pane nero, canto
aromatico del giorno che sgorga
del più alto degli organi come da un’arteria
e lascia il mondo coperto
dall’artificio del suo canto
e delle sue figure
e del suo sangue
di farfalla gemmante
da poche centinaia di tramonti.
Siamo un errore di trascrizione degli angeli sulla terra:
questo corpo ridotto a ramo
onirico e bianco
o cavi elettrici, nervi perduti
dalle braccia di Dio
la sutura del petto più vicino alla luce – e con le mani
sporche piegate fin che corrispondono
a grandi sempreverdi.
L’udito è tra i sensi del bosco il più tremendo e comincia
dalla cedevolezza corticale del capo sul letto
di ortica del fiume nel mite rumore
di officina prenatale.
L’inizio è sempre nello stesso chiaro
di latte e varechina.
La dolcezza del corpo tra le rocce
il suo pallore di scagliola e rotula come una spaccatura del-
-la terra un magazzino
d’amore – come a fianco dell’incombusto nulla
il giacinto animale.
Permalink Commenti disabilitati
Racconti di Lucia Saetta
Marino Magliani ci propone 4 racconti di Lucia Saetta tratti dalla raccolta “Come cristallo“.
I titoli:
(Scritto) nel nome
Come cristallo
Shan Màt
Simposio
La raccolta è edita da Feaci Edizioni, grazie Lucia per le tue prose
Permalink Commenti disabilitati
Giosuè Carducci
Una riflessione sui generis di Antonella Pizzo su due poesie di Giosuè Carducci:
San Martino
Pianto antico
La poesia è poesia, Antonella, bisognerebbe chiedersi prima di tutto qual era l’animo del poeta nel momento e cosa stava vivendo, certo, difficile, se non glielo possiamo chiedere e non abbiamo un suo diario!
Permalink Commenti disabilitati
Il gessetto consumato
Ricordi che stimolano riflessioni. Com’era diversa l’Italia 30 anni fa, come era diversa la società, le aspettative e il viviere quotidiano. Ora tutto sembra sparito, stravolto come un gessetto consumato e ormai inutile. Una nuova pagina di diario di Fabrizio Centofanti, una pagina di ricordi e di riflessioni. Partire dalla storia come base per creare o interrogarsi sul futuro.
Scene dal raccordo
Stare in fila, sarebbe meglio dire in coda sul raccordo e riflettere, avvicinarsi e vedere, trovare fonte di ispirazione per una poesia in un incidente stradale e lughe ore di attesa. Non credete sia possibile? per un autore tutto è fonte di ispirazione e Cletus ne trae la forza piena.
Il resto a voce
“Il resto a voce” è il titolo di una raccolta di poesie di Colomba Di Pasquale. Ci parla dell’autrice e del libro Sebastiano Adernò che dallo stesso ha tratto questa poesia:
Giorno feriale
In un giorno feriale
consumo indolente
un caffè sfi zioso
direi vertiginoso!
In auto costeggio il mare,
breve cortometraggio,
io dalla ocra terra,
tu dallo smeraldo acqueo
e schiuma
e fl utti
e schizzi perfetti
sulla mia arborea pelle
e sulla immacolata tela.
Le immagini della poesia
Un saggio: Le immagini della poesia. Due autori Bartolo Cattafi e Mario Benedetti, due modi diversi di essere poeti e scrittori. Ce ne parla Giuseppe Panella
Ar telefono
L’antro ier sera quanno tramontava
e er chiaro de la sera se scioglieva
e faceva la notte ner baleno
d’una romana e dorce tiritera
me sò fatto coraggio e t’ho chiamata
ar telefono amico dei codardi.
……..
Giorgio Califano, fratello del più famoso Franco, scrittore.
Sogni
Sognare. Sono sempre stata convinta che se ci tolgono i sogni ci tolgono la vita.
Sognare è la speranza ma senza vivere con la testa per aria, rimanere concretamente saldi alla terra.
Van Gogh un genio, i suoi quadri fanno sentire i brividi nel cuore, Akira Kurosawa è il più grande regista, a mio avviso, che il Giappone abbia mai avuto.
Van Gogh, Kurosawa … Centofanti, un invito a sognare e riflettere.