Canto muto

Novembre 30, 2008 at 5:08 pm (poesia)

Canto muto

Con occhi raggianti e coda spessa non si destò Enrico.
Ma sulla sua fucina una morsa brillava
nel bel mezzo, portata
mentre passava il tempo all’ospedale
a rinsavire.
Le diede lo sguardo peggiore che restava.

Solo. Tutti abbandonavano Enrico – meraviglia! tutti,
quando più lui – sotto il sole.
Andasse pure cosi.
Non può lavorar bene né pensare, con quella là.
Una dislocazione, gialla come catastrofe.
Si chiamava libertà.

Starà ancora all’erta Enrico per donne e latte,
onore e amore,
con un dollaro o due?
Ebbe voglia di urlare, ma rabbrividì nel mentre
(foschia primaverile, calda, pioggia) una manciata quietamente
svanì e la cosa fece presa.

altre poesie di John Berryman QUI

Permalink Lascia un Commento

Una poesia di Demetrio Paolin

Novembre 28, 2008 at 1:24 pm (poesia)

Le briciole, le lasci ai passeri,
ma la sera non scuoti fuori la tovaglia
che l’angelo della notte se ne muore.

Passeranno inverni interi
a fare gesti, questi, controvoglia
sperando che la pazienza sia amore.
Ci stupiremo, poi, che ogni cosa vada
diritta come un filo a piombo del muro,
sorridendo all’ansia di un futuro
scontato, ma c’è una sola strada
per quanto malconcia, questa
e per quanto sia disonesta è la sola
da fare, con il nodo in gola e la funesta
idea di sopravvivere a quella “cosa”
che qualcuno si ostina a chiamare vita.

”Che fai ora, tu, mi guardi stupita?”
volevo scriverti un manuale
per le disposizioni domestiche,
ma la parola mi incespica
come una rima che non so fare.
È già strano abitare in una casa
da soli, ma quando in silenzio siedo
di notte (è purissima) e ti vedo
nel sonno come l’unica: “Sei casa -
mi dico – sì, dimora è questo corpo”.
Casa è l’abitarti dentro per molto.

Ora ti svegli come fanno i piccioni,
sai che non so stirare la camicia, quella
proprio, l’azzurra, e neppure la maglia bella
e sai che non me la cavo con i pantaloni…

Eppure mi sorridi e mi lasci stupito,
che questo sia la bellezza, il tutto, l’infinito?

Permalink Lascia un Commento

Capelli d’angelo

Novembre 24, 2008 at 5:10 pm (prosA)

Un racconto di Alessandra Paganardi.
Scoprirsi inadeguata per gli studi e non particolarmente portata, così il corso di infermiera viene abbandonata fra la gioia e la rabbia di chi in quella scuola l’aveva accolta. La scelta di diventare ausiliaria e scegliere di fare sempre il turno di notte dall’assunzione al momento della pensione. Una scelta strana lodata o diata ma che permette alla protagonista di integrarsi bene nel suo lavoro, lavorare con amore e fare incontri straordinari quando durante la ntte tutto sembra diverso dal frenetico via via del giorno.

Permalink Lascia un Commento

Senza luce

Novembre 22, 2008 at 3:11 pm (recensioni)

«Fabbricare i gusti del pubblico è una faccenda pericolosa: distorce la visione delle cose, capovolge le cause con gli effetti, crea ogni sorta di alibi. E chi lo fa spesso vive soltanto in funzione degli alibi che riesce a raccattare, con la stessa disinvoltura con la quale raccoglierebbe i punti spesa dei supermercati, getterebbe il pacchetto di sigarette vuoto alla fermata dell’autobus […]. Fabbricare i gusti del pubblico è la negazione dell’arte, della stessa cultura: è tirannia mascherata dalle pretese del mercato, qualcosa di così assolutamente ostile da chiudere ogni via di redenzione».
Ho letto tutto di Luigi Bernardi che, per me, non è precisamente un estraneo, ma una persona dalla quale ho avuto la fortuna di imparare molto. È vero: Luigi e io siamo amici. E questa, dunque, sarà una recensione difficile ma sincera.

di Gaja Cencierelli

Permalink Lascia un Commento

Una poesia di Marco Scalabrino

Novembre 18, 2008 at 11:54 pm (poesia)

Virtuale e guardati

Se una volta / tu e solamente tu riuscissi a stabilire /
cosa come chi della tua vita, / goditi quella febbre.
Dove il cielo / libera una scala di batista /
e una sinfonia ad ogni passo, /
quella è la tua meta.
Quando il tempo / schizza avanti e indietro /
e a tuo piacimento si ferma e scompare, /
allora potrai volare.

per la bellissima versione in siciliano QUI

Permalink Lascia un Commento

Caffè Einstein

Novembre 16, 2008 at 10:06 am (altro)

Un grande genio, Einstein, il cui cervello è stato donato affinchè fosse studiato, le conclusioni? Non le conosco, ma conosco Einstein e la sua capacità di vedere e capire le cose e anche di profetizzare.
Sapete cosa è un’ape? domanda retorica, ma sapevate che sono essenziali per la vita dell’uomo? Se le api si estinguessero in breve tempo il pianeta diventerà un deserto e anche l’uomo non sopravviverà.
Approfondisce per noi il discorso Tommaso di Ciaula

Permalink Lascia un Commento

Poesie di Bianca Stefania Fedi

Novembre 13, 2008 at 1:16 pm (poesia)

Una selezione di poesie di Bianca Stefania Fedi ad opera di Fabrizio Centofanti.

Senza Emozioni
Dammi la mano quando conta il vento le grida
e di Ecate la morte il canto, le nenie, le lacrime.
Dammi la mano quando ti amo e ti dico versi sfusi
d’amore, il sacrificio, la carne sull’altare.

Bevi la mia bocca e gli occhi, la mente che tace,
tra i capelli, alla fine della strada. Che tace e che parla
il vento che conta porta le ere, dismembra il tempo il ricordo
allungato, persistente, tra il paesaggio e l’assenza.

Ecco!
Vieni nel cuore, un cuore che batte un sì
che è sì
un no
che è no.

Senza immagini.

Ecco! Vedi?
Vedi come tutto si riversa nel fiume senz’acqua.

Solo voci. Sfibrate. Echi.
Il Silenzio.

Una matrice.

Svuotata di senso.

Un corpo.
Un tempio.

Come Giano, acefalo, che sogna di sognare.
Un’onda piatta,

amore.

Tra gli spazi.

Permalink Lascia un Commento

Cinque canzoni di Roberto Galofaro

Novembre 11, 2008 at 6:32 pm (poesia)

Permalink Lascia un Commento

I mali dell’università ….

Novembre 9, 2008 at 5:43 pm (altro)

Il decreto Gelmini fa discutere e farà discutere ancora molto. Un’analisi attenta e profonda del decreto, una riflessione di un rettore dell’università e tante altre notizie per saperne di più nell’articolo di Giorgio Morale

Permalink Lascia un Commento

A bocca aperta

Novembre 7, 2008 at 9:00 am (prosA)

Quello che più mi colpiva del cinema parrocchiale ai Pallottini erano i cartelloni enormi e colorati: sembravano esaurire da soli tutto il desiderio. Compresi, allora, l’arte della presentazione, la magia del trailer, che sulla base di due o tre chiavi d’ingresso ti ha già inchiodato alla curiosità di sapere come andrà a finire. … un nuovo breve racconto di Fabrizio Centofanti e una nuova riflessione sulla vita.

Permalink Lascia un Commento

Prossima pagina »