Da Carito alle donne
Ramona Corrado prende spunto da una poesia di Filodemo per rivolgere un invito a tutte le donne ad amarsi per come si è e a vivere felicemente la propria età. Un invito pieno di senso e di amore in una società dove si insegue il mito della belleza a tutti i costi e dell’immortalità per poi guardarsi allo specchio e non riconoscersi più.
Provocazione … n°84
Un nuovo racconto, un incontro in tram fra il protagonista e un barbone, riduce le distanze un libro. Il protagonista legge libri da sempre soprattutto in tram, quante cose son cambiate anche qui e in questi viaggi quotidiani.
Poesie inedite di Enzo Ferrari
Da “I fiori della gratitudine” di Enzo Ferrari, Francesco Marotta fa una selezione di poesie di argomento diverso una è questa:
Brucia di stelle questo mare.
Suda l’emozione
sulla pelle sensibile
urlando di salmastro
negli angoli vivi.
C’è saggezza
in queste nuvole.
Dai raggi di luna
una pioggia di riflessi
sui legni accumulati sulla spiaggia.
Alfabeti, M come mare
Una selezione di poesie sul mare a cura di Giorgio Morale a me è piaciuta questa su tutte.
da Ode marittima
… Tutta la vita marittima! tutto nella vita marittima!
Si insinua nel mio sangue questa seduzione sottile
e io fantastico indeterminatamente di vaghi viaggi.
Ah, le linee delle coste lontane, appiattite dall’orizzonte!
Ah, i promontori, le isole, gli arenili delle spiagge!
Le solitudini marittime, come certi momenti nel Pacifico,
nelle quali, non so per quale mai suggestione appresa a scuola,
si sente pesare sui nervi il fatto che quello è il più grande degli oceani,
e il mondo e il sapore delle cose diventano un deserto dentro di noi!
L’estensione più umana, più screziata, dell’Atlantico!
L’Indiano, il più misterioso di tutti gli oceani!
Il dolce e classico Mediterraneo privo di misteri, fatto apposta
per sciabordare contro terrazze guardate da statue bianche in giardini contigui!
Tutti i mari, tutti gli stretti, tutte le baie, tutti i golfi,
vorrei stringerli al petto, sentirli bene e morire!…
Mi chiamano le acque,
mi chiamano i mari,
mi chiamano, levando una voce corporea, le lontananze:
sono tutte le epoche marittime sentite nel passato, che chiamano…
Ah, e i viaggi, i viaggi di piacere, e gli altri viaggi,
i viaggi per mare, dove tutti siamo compagni degli altri
in modo speciale, come se un mistero marittimo
ci avvicinasse le anime e ci facesse per un attimo
patrioti transitori di una stessa patria incerta
che si sposta eternamente sull’immensità delle acque!
Grandi alberghi dell’Infinito, oh miei transatlantici!,
con il cosmopolitismo perfetto e totale di non fermarsi mai in un punto
e di contenere tutte le specie di costumi, di volti, di razze!…
(Fernando Pessoa)
L’albero dei limoni di Nadia Augustoni
Itaca non è mai stata quel luogo
Itaca non è mai stata quel luogo, quel mare
e l’idea di un isola venne a molti, ma non uno
la cercò.
anch’io pensai di fare ritorno, ma rispondendo
al vuoto del cielo mi destai a un’alba
in cui non c’era parola
e smisi di credere all’isola, al mare, alle stesse domande.
Alcune poesie di Nadia Augustoni con dedica ad Orsola Puecher.
La grande illusion
Si discute molto di scuola in questi giorni. Stefanie Golisch ce ne parla partendo da una riflessione sull’insegnamento delle lingue straniere e la domanda si fa inquietante: ma dobbiamo insegnare solo ciò che “serve” o possiamo ancora credere che la scuola sia veicolo di sapere e incontro di culture?
Antologia poetica di Maria Pia Quintavalla
Un percorso a ritroso nell’anima poetica di Maria Pia Quintavalla nella sua raccolta “Selected Poems“.
Giovanni Nuscis ne fa una recensione e ne riporta altre e seleziona per noi alcune poesia come questa:
Esiste la deliziosa
Esiste la deliziosa,
prossimità, non il perfetto amore.
E intanto
lunghi tragitti tratti
erosi da pianto, polvere
di sentieri assembrati angoli della mente che
stavano per sfollare e – sostano,
campi desertici
trasferimento, letto come strada
silenzio non ancora pace.
In cosa Credo
Credo nella rivelazione dell’amore, che sconvolge la vita.
Senza questo non c’è niente.
Poi viene il lavoro, duro e tenace, ma col soffio che spira, il flusso che trascina.
Credo nel cuore.
Senza questo non c’è niente.
In queste e altre cose crede Fabrizio Centofanti e ha un cuore che vede nel buio.
Ut pictura, ut pictata 2
Con una treccia materna taglia
l’impasto familiare di seme e sangue,
campane per l’allarme dai ladri
che dalla palma attentano alla casa.
CONTINUA QUI con Enrico De Lea
Adesso viene la notte
Una recensione, quella di Giovanni Choukadarian al libro di Ferruccio Parazzoli, che fa venire voglia di leggere il libro!