Oroscopi e orologi
La bottega all’angolo di Judenplatz non aveva insegna. Vista dalla strada, faceva pensare all’antro di un alchimista o a un laboratorio di anatomia: il buio al di là della vetrina era una notte dai confini incerti dove una lampada schermata pulsava come una stella bassa sull’orizzonte. Ma tenendo gli occhi fissi e abituandoli all’oscurità si riusciva a distinguere la sagoma di un uomo curvo sul banco, dove giacevano i meccanismi di orologi sventrati.
Scuola di poesia 2
La seconda lezione della scuola di poesia di Massimo Sannelli si intitola “Il libro di poesia” e potete leggerla QUI
Scuola di poesia 1
Vi rpopongo da oggi la Scuola di Poesia di Massimo Sannelli.
La prima lazione si intitola “L’esposta” e potete leggerla QUI
Accettare il viviente, accettare il morente?
Di Andrea Ponso
Io considero inadeguato il modulo domanda-risposta secondo il quale l’uomo
Viene considerato come domanda alla quale il discorso su Dio deve rispondere.
Questo modulo di pensiero misconosce proprio il nucleo centrale della fede cristiana,
pur volendo dimostrare la sua necessità: esso misconosce il fatto che Dio ha parlato
in modo definitivo e che – ma che cosa significa qui risposta e che cosa domanda? -
Dio si è fatto uomo.
Eberhard Jüngel, Dio mistero del mondo.
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Francesco Gori
di Giovanni Agnoloni
Oggi voglio presentarvi un altro giovane poeta fiorentino, Francesco Gori. Qui di seguito inserisco tre sue poesie, due tra il musicale e il carnascialesco (”E musica” e “Di stagione in stagione”), e l’ultima in lingua spagnola, suggestiva e con venature meditative (”En el mediodía”), che traduco.
Segue anche una breve intervista con lui.
FRANCESCO GORI, nato a Firenze il 5 settembre 1976, vive e lavora nel capoluogo toscano. Laureatosi in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” e giornalista pubblicista, da anni collabora con un settimanale sportivo che si occupa di calcio giovanile, nel ruolo di articolista, organizzatore e redattore; per alcuni mesi ha collaborato anche con un quotidiano locale. La scrittura e lo sport sono, dunque, i suoi interessi principali, insieme alla musica e al cinema. Il suo percorso di vita interiore si è intrecciato con la passione per la scrittura, prendendo forma in poesie, piccoli racconti e, di recente, un romanzo.
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Uno studio di Renzo Cau
Chi segue ed apprezza da anni, come me, la poesia di Angelo Mundula non può non compiacersi di questo saggio recente dedicatogli da Renzo Cau in cui si coglie, fin dalle prime pagine, la profondità e la cura di analisi che si riservano, solitamente, ad autori di prima grandezza. Uno studio in cui però, metodologicamente, tiene subito a precisare nella sua presentazione Carmelo Mezzasalma, richiamando Auerbach (Philologie der Weltliteratur. Filologia della letteratura mondiale, a cura di E. Salvaneschi e S. Endrighi, Book Editore, Bologna 2006), “il punto di partenza non deve essere rappresentato da una categoria generale applicata all’oggetto dall’esterno – deve crescere al suo interno, essere una sua parte. Le cose devono farsi linguaggio, e non si riuscirà mai nell’intento se già il punto di partenza non è concreto e ben circoscritto”.
Giacomo Cerrai: poesie inedite
Aruspici
il cigolio dell’altalena
ossessivo, somiglia
al grido di uccelli che precipitano
nell’azzurro.
Chi siano non so
né importa. Solo
aria stanca, bambini
cittadini e madri
con un carico di fumo leggero
nei polmoni.
Gli uccelli gridano,
metodici. Si dice presèntano
l’atto primo il secondo
d’un dramma
senza intervallo
L’assoluta gratuità dell’atto
(Questo testo contiene le mie risposte a un questionario propostomi da Sebastiano Aglieco
per il blog Scritture in attesa, da lui fondato e diretto.)
L’ASSOLUTA GRATUITA’ DELL’ATTO
1. Nel lavoro di diffusione della poesia che stai facendo in Rete, mi sembra ci sia una specificità – o un’anomalia, dipende dai punti di vista. E cioè l’essere al di sopra del gusto, delle preferenze e delle somiglianze con la propria scrittura. Puoi confermare questa mia impressione?
Credo che la tua impressione sia giusta e che (specificità o anomalia, poco importa) dia la misura esatta di quello che è il mio intendimento di fondo: testimoniare (nei limiti delle mie possibilità, anche di gestione temporale dello spazio virtuale) la diversità di percorsi di scrittura oggi esistenti, siano essi allo stato nascente oppure il frutto di un lavoro già ampiamente consolidato e riconosciuto.
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Antonio Scavone su una poesia di Robert Prost
Un uccelletto
Proprio ho sperato che volasse via,
e non cantasse sempre davanti a casa mia;
gli ho battuto le mani dal limitare
quando non l’ho potuto più sopportare.
Mio in parte il torto dev’essere stato.
L’uccelletto non era stonato.
E qualcosa non va, qualcosa manca
in chi vuol far tacere uno che canta.
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Architetti a convegno
Premessa. La categoria degli architetti è quella che più di tutte si trova, suo malgrado, al centro del mirino, per la presunzione di colpevolezza circa il dissesto del paesaggio, urbano e non, del belpaese.
In questi giorni si celebra il loro congresso mondiale in quel di Torino. Queste convention, garantiscono la possibilità di scambiare, contaminare, culture e prassi progettuali diverse proprio grazie alla diversità delle provenienza di molti dei convenuti. Su un punto, però, costoro sono tutti d’accordo: l’Italia sta messa maluccio.
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