Amelia Rosselli
Due poesie di Amelia Rosselli secondo i criteri della poesia integrata.
Nell’ambito di un corso di aggiornamento per insegnanti di italiano dell’istituto Virgilio di Milano, ho proposto, tra ottobre e dicembre del 2007, dieci incontri di due ore ciascuno dedicati allo studio dei princìpi e dei metodi della ‘poesia integrata’.
due sue poesie QUI
Silvana Mangano
di Nadia Agustoni
Federico Rocca, Silvana Mangano, L’Epos 2008, euro 28,30
E’ un libro di cui si sentiva la necessità, almeno tra gli appassionati di cinema, quello che Federico Rocca ha scritto su Silvana Mangano. L’autore è un giovane critico cinematografico laureato al Dams in Storia del cinema italiano e dedica all’attrice prematuramente scomparsa nel dicembre 1989 uno studio accurato che mette in luce la Mangano interprete e il suo mito. Federico Rocca sembra, all’inizio del libro, non voler rispondere alla domanda se Silvana Mangano sia stata una grande attrice, ma pagina dopo pagina ci fa rivivere la sua recitazione, rivelando uno sguardo acutissimo e attento ai particolari: siano gesto, voce o pura espressione del volto.
Le radici del tempo
Giuseppe Bonura ha viaggiato attraverso la sua vita per regalarci uno dei più bei ritratti dell’ Italia del novecento. Ma alla qualità dello scrittore, di un grande scrittore, ha aggiunto qualcosa di se stesso: l’onestà intellettuale.
La recensione è di Stefania Nardini e potete continuare a leggerla QUI
Thomas L.
Emanuele Kraushaar ci fa regalo di un altro dei suoi racconti il cui protagonista è Thomas L.
Potete leggerlo qui
lettera dalla Galilea
Candidata al Nobel per la pace nel 2006, Angelica Calo ci racconta cosa significacercare la speranza dove c’é guerra. L’ impegno di una donna che non si arrende.
tutto da leggere con attenzione e grandi spunti di riflessione. QUI
Treni?
Boschi e acquerelli
Studio (settembre 2005)Luce calda
sui dorsi dei libri,
tasselli delle pitture
dell’anima,
acquerelli
da accarezzare con dita
ruvide
lontani rimorsi disvanenti,
elementi
tanto
(… …)
immaginati.
La nube
Non sapevo nulla di loro. Anche se erano i miei genitori. Forse ciascuno di noi sa degli altri, anche delle persone più vicine, solo quel tanto che basta per tirare avanti. Piccole abitudini, gusti nel cibo, il colore degli occhi e i colori preferiti dei maglioni. Inezie che ci rivestono come uno strato di pelle morta, come un involucro di migliaia di cellule morte che ci rende opachi agli sguardi.
E forse è meglio così.
Rondini
Le rondini stavano appiccicate alla finestra. Piccole rondini, minuscole sagome nere con la coda a forbice. Le avevano ritagliate tutti insieme e, una a testa, le avevano incollate sui vetri. Ventisette rondini sparse per le finestre. Una primavera affollata.
Con tutte quelle rondini diventava difficile vedere a colpo d’occhio quello che accadeva fuori, ma il bambino stava lì, i gomiti appoggiati sul banco e il colletto merlettato che spuntava sul grembiule blu, a guardare. Difficile dire a che cosa pensasse, e se gli piacesse quello stormo di rondini catturato dallo spazio della finestra, come se fossero in procinto di entrare nella stanza e svolazzare tra le teste dei bambini.
In ogni aula le maestre avevano fatto incollare ai vetri quei ritagli di cartoncino nero. Era stata una gioia rumorosa, una concessione che i bambini avevano accolto con entusiasmo
Sine Requie
Di Fabrizio Corselli
In excelsis malis tenebra se magnificat tamquam refulgit lux in sublimis
Parte I: Introitus
Di quel corpo straziato, in eterno consumo
e ancora più conservo la tua testa piena di tarli
cosicché io vi inchiodi un’altra corona di spine
che Re duplice ti acclama del nulla e dell’oblio.
Ricorda…