Elefante
Mi è incominciata a spuntare una strana protuberanza dalla faccia. Una proboscide che mi sta coprendo il naso. Sono due mesi che ho questa cosa che cresce e l’ultima volta che sono uscito di casa ho anche spaventato della gente.
Snack di Franz Krauspenhaar
1. DONNE
Lo scaricabarile. Il capro espiatorio.
L’ira, il chiodo del litigio, la lama sulla
schiena. Il senso di fine, smaccato
sul dorso delle mani. Ossa, non polpa,
scheletro di carne divorata.
Le scritture che non leggemmo
In realtà ho raccolto materiali vari, a volte straordinari.
Scritture dense ed evocative.
Sono racconti, poesie, a volte testimonianze legate fra loro da un filo conduttore: le persone che li hanno creati non hanno mai fatto gli scrittori di professione.
Romolo Trebbi del Trevigiano, le sue rime cariche di avventura simili a tagli cinematografici, architetto, urbanista, docente universitario, che da molti anni vive in Cile.
Drin di Valter Binaghi
TESTO PER UNA CANZONE MAI SCRITTA
Drin. Fuori dal parcheggio
Drin. Anche in autostrada
Drin. E perfino in ufficio se lo vuoi
Drin. Cellulare ultrapotente
Drin. Socialmente intrigante
Drin. Una lapide alla solitudine
Drin. Se non posso parlare
Drin. Lasciami un messaggio
Drin, La faccina che mi dice come stai
Essere o non essere?
La memoria, in certi casi, mi fa difetto.
Ma è un problema di disattenzione, nel senso che bado al sodo, sbadatamente.
Così quando anni fa lessi (in rete, ma non ricordo dove) che Patrizia Valduga, poetessa che mi piace leggere, sosteneva che “De Gregori, sì, forse” ma Fabrizio De André no, non poteva essere considerato un poeta, sbadatamente mi soffermai solo su questa affermazione.
La nostalgia è quella di sempre
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LA NOSTALGIA E’ SEMPRE QUELLA DI UN TEMPO
La poesia, i poeti e il Mediterraneo di oggi
«E poi al mattino dimentichiamo. Non sappiamo neanche più riconoscere le finestre che brillavano nella notte. Tornata la luce del giorno, esse sono tutte uguali. E di giorno, sulla Piazza, tutto è allegro, sempre. Se piove, diciamo: “Che tempo!”; se fa bello, diciamo: “Che tempo!”. Mi sono fatta tornare a casa. Ero pericolosamente vicina a cadere nella cronaca. Non sarebbe mai finito. Non c’era ragione per non continuare fino alla mia morte… Con una certa ipocrisia ho giocato sulle parole “memoria” e “nostalgia”. Non posso giurare di essere stata di una sincerità totale quando affermavo di non provare nostalgia. Ho forse la nostalgia della memoria non condivisa…»
(Simone Signoret, La nostalgia non è più quella di un tempo, trad. it. di Vera Dridso, Torino, Einaudi, 19802, p. 390)
Bozza di manifesto
Bozza di Manifesto a cura di Danilo Dolci.
DECIDIAMO RASSEGNARCI AL SUICIDIO?
Notevoli opportunità di resistere, scegliere e inventare vengono evase da chi poi si lamenta vittima: il conformismo gregario deriva, dovremmo ormai sapere, tanto dalla mancanza di autodeterminazione come dalla paura.
Provocazione in forma di apologo
A un certo punto sembrò che Elle ed Erre riuscissero a unire le loro anomalie in un qualcosa di bello e potente. Ma Deus non vult; e lode a Lui, che sa quello che fa
Come si diventa a volte scrittore di Franz Kraspenhaar
Probabilmente non ve ne fregherà niente, ma lo racconto lo stesso, ho tempo da perdere. Sono diventato scrittore perché non avevo più niente da fare, e soprattutto da perdere. Prima avevo fatto di tutto, o quasi. Intanto scrivevo ma credendoci fino a un certo punto, anzi non credendoci per niente, spinto solamente da una passione pura. Poi, dopo aver mandato a fare in culo tre principali in tre anni per la famosa incompatibilità di carattere, ho deciso che non sarei più stato alla stanga. Quando ero uno schiavo di lusso che viaggiava sugli aerei in executive e per un periodo scorrazzava per le strade su una macchina americana marca Chrysler, non ero felice per niente.
Poesie di Paola Renzetti
Approdo
Mi piacciono le case
con l’approdo sul monte.
Profumano di pietra corrosa
e l’ortica sugli scalini tiene
i villeggianti un po’ a bada.