Poesia che resta
La morte di Zanzotto ha suscitato una mèsse di reazioni, di scritti, di ricordi: un poeta che evidentemente è entrato in profondità nel cuore e nella mente di lettori e critici letterari. Su Lpels ci sono alcune di queste reazioni. Quel che è certo è che la sua è una poesia destinata a restare nella storia letteraria, anche per la sua capacità di evolversi, di non replicare se stessa in modo sterile, come a volte avviene.
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Nobel
Tranströmer, premio Nobel per la letteratura 2011 con la seguente motivazione: “perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide ha offerto un nuovo accesso alla realtà”, è stato raggiunto spesso dall’accusa di tradizionalismo. I suoi versi si appuntano sulla ricerca dell’uomo nel quotidiano. Non potrebbe non rivelarsi in lui uno spessore umano formatosi nel fuoco di un lavoro sempre coinvolto con gli ultimi, in qualità di psicologo attento alle tragedie quotidiane della mente e del corpo. Qui si può trovare un breve ma intenso scritto sull’uomo e sul poeta, in occasione della consegna del Nobel
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Giovani scrittori
L’ultima fatica – ma non sarà pure una gioia? – di uno scrittore giovane che piace per il ritmo serrato, la freschezza della narrazione, la semplicità dei personaggi e delle situazioni, al punto che qualcuno parla di neorealismo. Della serie: alla ricerca disperata di qualche valore, nella nostra narrativa, fatta di cloni, noir e velleità infinite.
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Dimenticati?
Tommaso Landolfi non è molto noto al grande pubblico, anche a causa dello stile complesso e la lingua ricercata. Appare inoltre piuttosto isolato dai raggruppamenti letterari, dai circoli che dettano legge sulla scena letteraria. Eppure è uno degli scrittori più interessanti del Novecento italiano e va riscoperto. Qui un contributo da prendere in considerazione.
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Arti varie
Mario Bertasa è diNasce a Gazzaniga, nel bergamasco. Si è laureato in Lettere moderne (tesi sul teatro musicale di John Cage, e perfezionamento sul Teatro degli Affetti di Giulio Nava). E’ giornalista pubblicista.
Vive a Brugherio, dove ha fondato la compagnia ArtEventualeTeatro. Spazia dalla musica, alle arti visive, alla poesia. Qui un saggio di quest’ultima attività, con una nota critica di Giovanni Nuscis.
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Scritture e manie
L’undicesimo romanzo di Raul Montanari (di cui ricordiamo Che cosa hai fatto, Chiudi gli occhi, La verità bugiarda, La prima notte, Strane cose, domani, tutti editi da Baldini e Castoldi) porta in scena il mondo della scrittura, dell’editoria e di tutto ciò che ruota intorno alle aspirazioni e alle manie dell’arte e del mercato, dei premi, degli antagonismi, delle frustrazioni, dei tentativi di fare salti di qualità che spesso si risolvono solo in salti nel buio senza ritorno.
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Traduzioni
Tradurre è creare di nuovo. Traduttore traditore, si dice, ma è il solo tradimento, forse, che ha una sua ragion d’essere, una giustificazione plausibile. Far rinascere il testo nel proprio tempo, nella propria cultura, è un’operazione di genio non minore al primo stadio della stesura originale. Vale la pena cimentarsi, anche se si rischia che nessuno, o quasi, assapori il frutto di tanto lavoro, di una così necessaria intelligenza.
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Di sole voci
Silvia Rosa, (Torino 7 maggio del 1976) è laureata in Scienze dell’Educazione, scrive racconti e poesie ed è presente in diverse antologie, riviste e blog letterari. Il suo primo libro s’intitola “Di sole voci”. Qui una bella lettura di Deborah Mega, che accompagna i versi con un sorprendente acume critico ed empatico.
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Oltre
La poesia di Andrea Leone abbandona gli schemi classici, per ritrovarsi in una zona franca dove tutto diventa dicibile, anche il rimosso, anche ciò che il letterato puro aborrirebbe: ma non sarà proprio quella la parola da pronunciare, il verso (breve, frammentato), che riesce a rendere le lacerazioni del mondo e della storia? Probabilmente la poesia è il rischio del deragliare, il coraggio del pronunciare l’impronunciabile.
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Crisi
Scompenso è il titolo del primo romanzo di Andrea Sartori, giovane promettente, già intervistato, sull’opera suddetta, da Loredana Lipperini. Si tratta di un testo di taglio filosofico, allineato, quindi, sulla formazione dell’autore. Il protagonista è appunto un laureato in filosofia che cade in una profonda crisi, si ribella all’autorità paterna e cerca la sua strada, tra successi e cadute.
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