Alex
… Avevo avuto altre storie con altri personaggi, Rigoberto, Oreste, Giada, Rosario, e una Monica dalla faccia lunare e il corpo da anoressica aperto a pietà, ma con te mi illudevo fosse una cosa speciale. Avevo provato prima con un racconto breve, una mezza dozzina di cartelle, una storia di giovani che trascinavano nell’infinito perimetro urbano la loro disperazione rabbiosa di animali votati al Male, e ci eri entrato alla grande, ti eri trovato subito a tuo agio con quel gergo che pareva fosse tuo da sempre e gli assurdi capelli a spazzola, tinti di biondo e di rosso come una parrucca, che avevo scovato per te nella bottega da rigattiere del mio cuore assieme all’orecchino infilato non senza dolore nel capezzolo del tuo petto. Così mi incoraggiasti a strapparti da un destino di gregario, a costruire attorno a te un sogno insensato e puro, a mormorarti l’abc dell’eroe tenebroso prima di consegnare ogni pagina all’avidità luminosa della tua bocca, modellarla sul riflesso d’alabastro dei tuoi occhi, renderla alla verità dei tuoi fremiti e al lampo ferino dei tuoi denti, raccoglierla nello spazio astrale delle tue unghie bugiarde, offrirla all’indulto dei tuoi polpacci dove schiumava un sangue insaziabile e denso, dissiparla nella foga dei tuoi fianchi vigorosi e ricomporla con audacia nell’ordito passionale delle tue dita sottili da ladro. ….
Roberto Bugliani
Permalink Comments Off
Nulla è dovuto
…. Al fianco della strada batte ancora per poco il cuore, lento, i battiti sempre più distanti uno dall’altro…nessuno si accorge di lui, ma lui si accorge di tutti, dei bambini, delle loro mamme, dei barboni, degli uomini in giacca e cravatta, e ride, ride perché siamo ridicoli, siamo pagliacci, non siamo nessuno, noi, con i nostri problemi, le nostre paranoie, le nostre speranze, guardando il sole sopra di noi vorrebbe dircelo, vorrebbe ricordarci che la vita è una, che lui, la sua l’ha già sprecata, ma questo non deve essere il destino di tutti, un battito, si concentra sui lenti battiti del suo cuore… si guarda in giro, è difficile morire in una giornata di primavera, quando i passeri cinguettano e il sole gioca con le nuvole, i fiori si schiudono davanti a tanta bellezza mentre un cuore, sta perdendo la sua ultima battaglia, una lotta per non dover abbandonare la vita in un giorno di primavera. ….
Johanna Combi
Permalink Comments Off
Stranezze e amare verità
Un poco d’aria fresca, insomma, un minimo d’igiene mentale. Ieri mi ha chiamato un tipo, sbraitando perché un funerale era stato celebrato indegnamente; “quel prete: in galera!”. Gli ho risposto che per andare dentro serve qualcosa di molto più eccitante, e si è calmato. La gente, come cantava la Martini, è matta. Finché non la informate, mica se ne accorge.
Permalink Comments Off
L’orco
… È un trucco antico come il mondo, quello dell’abbaglio, e il fatto che continui a funzionare dimostra ancora una volta che le cose vecchie servono pure a qualcosa. Fra l’altro io sono una di queste. Non propriamente una cosa, diciamo piuttosto una via di mezzo tra l’uomo gigante e forzuto che ero e il mostro rammollito in cui gli anni, senza pietà, mi hanno trasformato con il loro incedere ingiusto. Non posso muovermi molto, le mie ossa diventano ogni giorno più deboli sotto il peso di una carne che aumenta continuamente, si gonfia, gioca a esplodere in silenzio. Perché sì, è vero, la senilità mi ha messo fame, una fame astiosa, inesauribile, che mi costringe a sforzi spesso ingestibili.
… Ade Zeno
Permalink Comments Off
Oggi
Oggi ho voglia di fuggire in Finlandia
lasciare questo vento forte
questi paesi stracciati
come lana di pecore sulle spine.
È così che vi vedo, oggi
è cosi che vi sento
tutti attaccati sulla carta moschicida
di un’epoca che non crede a niente.
Oggi esulta in me lo sfinimento
e voi, amici amari, nemici cari,
siete lo sfondo inerte del tormento.
Permalink Comments Off
Giovanni Nuscis
Espiamo il tempo infinito
nel magro tappeto d’una favola,
l’imperfezione
da un peccato invisibile.
Increspata ormai la superficie
dove si specchiava un muratore.
Non sapremo se un vento maligno
ha fatto tremare la casa
o al rastremato alito del sabato
si deve l’incompletezza.
da “La parola data”
Permalink Comments Off
Un’altra vita
È comparsa inattesa,
come una crepa,
sul bordo del tavolo,
nell’angolo;
come per caso,
presa di taglio
da una luce fredda,
come una resa:
l’inattesa scossa,
il tuffo, l’idea
che questa
è un’altra vita.
Pasquale Vitagliano
Permalink Comments Off
Usciamo
si sgorga
come zingari
nelle vie chiassose
si morde il selciato
impallidendo i passanti
con risate fresche e umide
tintinnando nel buio
Marco di Pasquale
Permalink Comments Off
Vedremo domenica
Tutto era già in cammino. Da allora a qui. Tutto
il tempo, luminoso, sfiorava le labbra. Tutti
i respiri si riunivano nella collana. Le ombre
di Lambrate chiusero la porta. Tutta la stanza,
assorta, diventò il primo battito. Il nero
dei tuoi capelli contro il giallo dell’ultimo raggio.
Da allora a qui. Era il primo giorno dell’estate.
Il silenzio ci riempiva la fronte. Tutto era
già in cammino, da allora, tutto era qui, unico
e perduto, nostro e remoto, ardente. Tutto chiedeva
di essere atteso, di tornare nel suo vero nome.
Milo De Angelis
Permalink Comments Off
Una poesia di Salvatore Toma
Il poeta è uno scienziato
coi piedi sulla terra,
sulla luna c’è andato
da appena nato.
Il poeta è un uomo
un poco morto
e conosce cose orrende
chissà come
per questo ride di voi
di tutti voi.
Permalink Comments Off